Origini del saluto militare

L'odierno saluto militare utilizzato in tutto il mondo, consiste nel portare rapidamente e rigidamente alla fronte la mano destra e mettendosi "sull'attenti". Rappresenta una forma di cortesia e rispetto nell'ambito militare, e rientra in quelli che sono i doveri del personale militare, di qualsiasi arma di appartenenza. E' sempre dovuto ai superiori ed è sempre obbligatoria la restituzione nei confronti dell'inferiore.
Esistono varie ipotesi interpretative in merito alle origini storiche del "saluto alla visiera", che appartengono a periodi storichi differenti.


Origine Medioevale
Esistono due possibili origini medioevali:

Durante il Medioevo in Europa i soldati indossavano le armature, elmi compresi, e per farsi riconoscere dai propri superiori o dai loro stessi alleati si portavano la mano sulla fronte nell'atto di alzare la celata, ossia la visiera dell'elmo. In genere gli eserciti medioevali erano composti da mercenari che venivano assoldati dai signori o nobili feudali, le armature o gli stendardi di riconoscimento (che non erano uniformi come sono state in seguito le divise tipiche dei corpi delle forze armate) ed i pochi fregi o simboli di riconoscimento erano poco visibili in lontananza, quindi per riconoscere la vera identità di una persona alzare la visiera e mostrare il proprio volto era la cosa più certa. Tale gesto rimase in uso anche dopo la dismissione delle armature e degli elmi classici.

Un'altra versione riferisce che il gesto di portare la mano al capo richiami quello dei cavalieri medievali che, prima di affrontare l'avversario, chinavano la visiera, anche in omaggio al nemico che avevano di fronte: infatti nell'esercito italiano durante il cosiddetto "saluto al basco" la mano si tiene rigidamente distesa ma leggermente inclinata in avanti, proprio a richiamare la visiera dell'elmo che si chiude.


Origine Moderna ('700)

Il militare di fronte al superiore usava levarsi il copricapo, come nel mondo civile. A partire dalla fine del settecento però i copricapi diventarono sempre più voluminosi e dovevano essere assicurati al portatore con soggoli o cinghie che rendevano laborioso, difficoltoso e, in ultima analisi, poco proponibile, il gesto dello scoprirsi la testa in segno di deferenza. Prese, quindi, piede il mero accenno a questo e, conseguentemente il saluto venne a poco a poco a formalizzarsi nell'esecuzione, sino a differenziarsi da analoghi gesti del mondo civile.


Accomunanza delle ipotesi

E' possibile anche collegare la seconda ipotesi alla prima, infatti, durante il medioevo per farsi riconoscere oltre ad alzare la visiera era anche possibile togliere completamente l'elmo. Successivamente rimase l’usanza di togliersi il cappello in segno di rispetto e amicizia, e divenne un modo di salutare diffuso sia fra i militari sia fra i civili. Nell’'800 molti eserciti adottarono copricapo così ingombranti che non potevano essere tolti e rimessi con facilità: a quel punto fu considerato sufficiente il gesto simbolico di portare semplicemente la mano al cappello, senza sollevarlo.